Gli stili di Kali-Arnis-Escrima sono tanti, ma tutti hanno questi quattro angoli (che diventano cinque considerando anche quello costituito dagli attacchi portati direttamente sulla linea centrale verticale) iniziali in comune: a seconda della scuola, questi angoli possono aumentare tramite ulteriori differenzazioni e distinguo in 7, 12, 15, 24 o più angoli.

L’Escrima praticato in AWTA prevede 5 angoli di attacco; per noi dividere in 15 o addirittura 24 gli angoli non è buono nè utile. Come si suol dire, "il più è meno". Inoltre, è di importanza fondamentale il concetto di transizione dell'arma, inteso come la possibilità di imparare con un bastone tecniche che possano essere trasferite su qualsiasi arma o a volte usando come arma il proprio corpo. Come nel sistema Latosa, si studiano concetti quali il box-system, una delle colonne portanti che consiste in cinque movimenti offensivi tra loro correlati, la V theory e la L theory.

Una ulteriore differenza che esiste tra arti marziali di origine cino-giapponese e l'Escrima, è quella costituita dall'enfasi con la quale si predilige l'insegnamento delle tecniche tramite l'esecuzione di "routines" assieme ad un compagno, composte da esercizi ciclici, costituiti a loro volta dalla successione delle varie tecniche fino a quel momento imparate e da ulteriori esercizi che spingono l'allievo a "sperimentare" tecniche aggiuntive e variazioni, da applicare su uno schema ciclico fisso al fine di imparare ad adeguarsi alle mutevoli condizioni di un combattimento, aumentando la propria "sensibilità" e la capacità di applicare tecniche d'opportunità. Questi esercizi, che non hanno nulla a che fare con le "forme" presenti in altre discipline, sono chiamati "Abesedario", "Sumbrada" o "Sombrada", "Hubud-Lubud" (lega il nodo e sciogli il nodo), "Corridas", "Tapi-Tapi", "Palis", "Contrada", "Seguida" e con tanti altri nomi, a seconda dello stile e del particolare ambito del combattimento per lo studio del quale si rivolgono (a lunga, media o breve distanza).